Storia della Patata

L 'origine della coltivazione della patata in Italia pare abbia inizio nelle montagne delle Alpi ed Appennini. Sappiamo ormai bene che la patata una volta scoperta, dopo la conquista del Sud America da parte degli spagnoli, ebbe un lungo periodo d'oblio di quasi due secoli, prima del grande sviluppo alla fine del XVIII secolo. Sono però interessanti alcune teorie che fanno riportare l'introduzione della patata a Genova nel 1584 dai Carmelitani Scalzi, provenienti dalla Spagna; da qui, fino al 1650, la diffusione nelle vallate piemontesi e nel 1665 il primo indizio scritto del viaggio delle patate in Germania (nel Palatinato) attraverso i Valdesi (v. G.Biadene, 1996, Storia della Patata in Italia). Effettivamente le montagne possono essere state le aree di primo sviluppo della coltivazione della patata, in quanto la specie che probabilmente era stata importata apparteneva alla S.tuberosum ssp. andigena più adatta alla coltivazione nelle zone ad altitudine elevata, come nel suo centro di origine. E' certo che la patata in montagna ha rappresentato una buona alternativa alimentare alle normali pietanze normalmente utilizzate a quell'epoca: segale, grano saraceno, fagioli, qualche rapa e crauti.
In Trentino, la patata fa la sua comparsa ufficiale all'inizio dell’800 ed in più occasioni si è dimostrata un prezioso alleato nei momenti difficili della prima e seconda guerra mondiale. Il binomio patata e guerra è, infatti, una costante. Già dalla guerra dei Sette Anni (1756-1763) si conosceva già il buon valore nutritivo della patata, tanto che il famoso Parmentier, in prigione, ne seppe ben apprezzare le qualità. In un periodo di guerre continue, dal 1775, la patata entrò quindi nella programmazione delle scorte alimentari delle guerre. Alla patata è stata addirittura intitolata una guerra, la Kartoffelkrieg appunto. Nel 1778 Federico il Grande attaccò l'Austria per la successione bavarese e l'Europa fu sconvolta di nuovo da una guerra che doveva durare due anni. Le cose non andarono però bene e i due eserciti, prussiano ed austriaco, si assestarono in Boemia, sulle rive dell'Elba, per confrontarsi; ma strategicamente si accorsero che non era possibile combattere, così i due eserciti si misero a dar fondo alle riserve del paese invaso, soprattutto patate, finite anche quelle e con l'arrivo del grande freddo si costrinsero a"... dar fine a quell'ingloriosa campagna e ad evacuare la Boemia ..." (Salaman, 1946).
Una parte dell'attuale Trentino faceva parte dell'Impero Austro-Ungarico, pertanto la patata iniziò ad essere coltivata grandiosamente proprio in occasione della prima guerra mondiale, particolarmente in Val Giudicarie. Successivamente a questa guerra, con l'entrata in Italia, nella Venezia Tridentina, la patata da consumo e da seme, costituiva una delle principali colture, benché ha subìto alti e bassi nelle rese, la pataticoltura è rimasta punto di riferimento per la produzione agroalimentare giudicariese fino ai giorni nostri. Copag ne è la dimostrazione tangibile, con il suo impegno quotidiano per ottenere una patata da pasto e da seme apprezzata per la sua genuinità e qualità.

Tratto dalla relazione del dott. Luca Lovatti (CISA Mario Neri Imola) nell’ambito del convegno “La patata… un bene della nostra terra”, Dasindo 2000