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Le Curiosità

 

Nella lingua italiana si usa l'espressione “spirito di patata” per indicare una battuta spiritosa non riuscita.

 

I fratelli Lumière usarono la fecola di patate per mettere a punto, nel 1904, le lastre Autochrome, antenate delle pellicole fotografiche.

 

Le patate hanno dato il nome a un conflitto settecentesco, la Guerra delle patate (Kartoffelkrieg) del 1778-1779. Lo scontro tra l’esercito austriaco e quello bavarese si concluse al termine delle scorte di cibo, costituite prevalentemente da patate.

 

Gli Incas delle Ande avevano già inventato la patata liofilizzata nel XIII secolo.

 

La patata apparve 8.000 anni fa sulle rive del lago Titicaca, tra il Perù e la Bolivia, ma giunse in Europa solo nel 1500, sulle navi dei conquistadores spagnoli. Non ebbe subito il successo delle altre colture importate dal Nuovo Mondo, come il mais e il pomodoro. Si diffuse infatti in Europa e nel Nord America, ma per secoli non fu accolta da Cina, Giappone e da tutta l’area islamica.


Per lungo tempo si è pensato che fosse afrodisiaca o velenosa, che fosse una pianta medicinale o che provocasse la lebbra… Nell’Encyclopédie francese del 1765, la si descrive come un “cibo flatulento”.

 

”Avere le patate in bocca” significa parlare in modo incomprensibile.

 

La “patata bollente” è l’emblema dei problemi imbarazzanti.

 

“Idem con patate” significa identico: le patate sono un alimento di basso prezzo, aggiungerle a un altro piatto non lo nobilita.

 

Se usata per definire una persona, “patata” è una persona goffa, sgraziata, sciocca, sempliciotta, debole, anche se “patatone” è un vezzeggiativo usato per qualificare le persone grassottelle ma dolci e sensibili.

 

Fu uno chef indo-americano, George Crum, in una sera d’estate del 1853, per fare un dispetto a un cliente troppo esigente del ristorante di lusso dove lavorava, ad inventare le patatine.
Quella sera, Cornelius Vanderbilt, magnate delle ferrovie, aveva rimandato indietro per ben tre volte un piatto di “french fries” (quelle tipiche dei fast food di oggi, il cui nome deriva dall’essere cotte alla francese, cioè profondamente fritte e salate) perché non erano abbastanza sottili per il suo palato.
Esasperato, Crum decise allora di vendicarsi. Tagliò le patate in fette sottilissime, in modo che, una volta fritte, sarebbero state così dure da non poter essere mangiate. Almeno con la forchetta.
Non fu così: Vanderbilt rimase entusiasta della ricetta e il piatto divenne una specialità del ristorante. Qualche anno dopo, Crum aprì un ristorante che offriva a ogni tavolo un cesto di patatine fritte. Ma non brevettò mai la ricetta.

 

Oggi in Cina si coltiva il 22% della produzione mondiale, ma resta l’Europa il maggior consumatore planetario, con 96 kg di patate pro capite l’anno: i più “patatofili” sono i polacchi (150 kg a testa), mentre noi italiani siamo tra i consumatori più moderati, con 40 kg a testa.

 

Una fetta di patata cruda applicata sopra una scottatura per 15-20 minuti, lenisce il dolore. Con lo stesso sistema, è possibile togliere il fastidio e il rossore delle punture di zanzare. Sempre cruda, la patata toglie la nausea in gravidanza: basta masticarne un pezzetto.
Come sgrassatore, poi, la patata è un portento: per le macchie di spinaci, occorre strofinarla cruda sulla stoffa. Per le macchie di grasso serve invece la fecola che assorbe il grasso. E ancora: gli aloni lucidi che a volte appaiono sul tessuto quando si stira, possono essere eliminati strofinandoci sopra un pezzetto di patata. 
Il segreto per pulire una bottiglia? Riempirla di pezzetti di patata cruda, insieme a un cucchiaio di sale grosso e a un po’ di acqua. E poi shakerare il tutto.

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